Rischi per il risarcimento danni nel caso ti tardiva denuncia di un sinistro

Tardiva denuncia di sinistro

In questo articolo analizziamo in cosa consiste l’obbligo di denuncia di un sinistro e quali sono gli eventuali rischi per il risarcimento nel caso di tardiva o mancata denuncia dell’incidente.

Entro quanti giorni bisogna inviare la denuncia di un sinistro?

Ogni assicurato, quindi cominciando dal conducente nel caso di una polizza RC Auto, ha l’obbligo, nei confronti della propria compagnia assicurativa, di inviare entro 3 giorni la denuncia di un eventuale sinistro.

Questo termine è sancito dall’articolo 1913 del Codice Civile (oltre che ribadito dalle clausole contrattuali riportate e fatte appositamente sottoscrivere in sede di stipula della polizza, rispetto alle dichiarazioni di conoscenza e approvazione specifica ai sensi degli artt. 1341 e 1342). L’articolo 1913 del C.c. recita:

“L’assicurato deve dare avviso del sinistro all’assicuratore o all’agente autorizzato a concludere il contratto entro tre giorni da quello in cui il sinistro si è verificato o l’assicurato ne ha avuta conoscenza. Non è necessario l’avviso se l’assicuratore interviene entro il detto termine alle operazioni di salvataggio o di constatazione del sinistro”.

Tardiva denuncia di sinistro: da quando si contano i 3 giorni?

Quindi lo stesso articolo specifica ulteriormente questo termine di 3 giorni, o dall’effettiva data dell’incidente, oppure dal momento stesso in cui l’assicurato ne è venuto a conoscenza (ad esempio nel caso di altra persona alla guida del mezzo).

Tale obbligo è evidentemente ispirato a un principio di corretta informazione dell’assicuratore, così da permettergli di accertare per tempo: prima di tutto se l’indennizzo sia dovuto, quindi poter correttamente valutare la stessa entità del danno.
L’intento è altresì quello di non disperdere eventuali prove e indizi, in modo da non aggravare ulteriormente le conseguenze dell’evento dannoso.

Cosa succede nel caso di tardiva denuncia di un sinistro?

Il rischio concreto è quello di perdere il diritto all’indennizzo o comunque trovarsi a subire una significativa riduzione dell’importo liquidato per il danno.

Al riguardo, l’articolo 1915 del Codice Civile si esprime in questi termini: l’assicurato che dolosamente non adempie all’obbligo di denuncia del sinistro entro 3 giorni lavorativi perde il diritto all’indennità (l’assicurato perde cioè il diritto all’indennità solo se tale adempimento all’obbligo avvenga “in malafede”). Infatti specifica anche che qualora invece la persona in questione “colposamente” ometta di adempiere a questo obbligo, può invece vedersi ridotto l’indennizzo in misura proporzionale al danno sofferto dall’assicurazione. In altre parole: le conseguenze stabilite dalla legge sono più o meno gravi, in base al fatto che l’omesso o ritardato avviso avvenga con dolo o colpa.

Che differenza c’è fra dolo e colpa nella tardiva denuncia di sinistro?

A differenza dell’interpretazione di dolo in ambito penale, quello di cui è invece oggetto l’art. 1915 del Codice Civile, riguardo al rischio di perdita del diritto all’indennizzo, fa riferimento al cosiddetto “dolo d’inadempimento”. Questo non comporta necessariamente “lo specifico e fraudolento intento di recare danno all’assicuratore, essendo sufficiente la consapevolezza dell’indicato obbligo e la cosciente volontà di non osservarlo” (Cass. Civ., sez. III, 11.03.2005, n. 5435; Cass. Civ., sez. III, sent. 30.06.2015, n. 13355; Corte d’Appello di Campobasso, sentenza 12.07.2016).

Il meccanismo collegato al mancato rispetto dell’obbligo di dare tempestivo avviso alla compagnia (articolo 143 del Codice delle Assicurazioni), quindi, non scatta automaticamente, cioè non mette subito la parola fine alla possibilità di ottenere un risarcimento.

Quando si rischia il mancato indennizzo del danno per tardiva denuncia di sinistro?

La compagnia assicurativa può non erogare alcun indennizzo o riuscire a ridurlo in modo importante, solo nel caso in cui riesca a dimostrare che proprio l’omessa (articolo 195 del Codice Civile) o tardiva denuncia del sinistro sia stata di per sé causa di un danno per la stessa.

Al contrario, qualora l’assicurato a sua volta dimostri che l’eventuale ritardo nella denuncia non abbia avuto questo tipo di conseguenze per l’assicurazione, ha maggiori possibilità di richiedere la liquidazione dell’intero risarcimento spettante.

Sentenze della Corte di Cassazione

Su questa diatriba si veda la sentenza della Corte di Cassazione (ordinanza del 17 marzo 2022 n. 8701) proprio in relazione a una denuncia di sinistro oltre i termini indicati nella polizza.
In pratica, dopo un’altra sentenza (n. 24210/2019), la giurisprudenza ha definito il diritto all’indennizzo, pur parziale, dovuto all’assicurato come preponderante rispetto agli stessi termini fissati in polizza.

Punto fermo della Cassazione, per determinare un eventuale mancato diritto al rimborso, al di là di un possibile intento fraudolento, resta “la consapevolezza dell’obbligo previsto dalla legge e la cosciente volontà di non osservarlo”.

In mancanza di tale prova, la compagnia assicurativa è tenuta al risarcimento del danno anche qualora la denuncia di sinistro sia avvenuta in modo tardivo.

Come denunciare quindi un sinistro nei tempi giusti e in modo corretto?

Subito dopo il sinistro è importante compilare il cosiddetto modulo blu o modulo di constatazione amichevole (modello CAI, in pratica l’ex CID).

Ricordiamo ancora una volta che questo documento non serve a dichiarare “di chi è la colpa”, ma appunto il primo obiettivo è quello di descrivere al momento giusto e nel modo più chiaro possibile come è avvenuto l’incidente, e soprattutto denunciare – in tal modo – quindi rendere prima di tutto noto che “è avvenuto un sinistro”.

E se non c’è l’accordo tra i conducenti?

Quindi: non ci sarà la firma sul modulo nel caso di assenza di accordo con l’altro conducente su come sono andati i fatti. In tal caso si possono anche compilare due diverse dichiarazioni, ma l’importante è redigere comunque tale documento!

Come inviare la denuncia di incidente?

La trasmissione dello stesso modulo si può fare a mezzo raccomandata, PEC oppure anche recapitata di persona presso gli uffici della compagnia assicurativa. Ormai c’è anche la modalità online, ove resa disponibile dal servizio di denuncia sinistri della propria compagnia assicurativa. In alcuni casi viene offerta anche la possibilità di denunciare l’incidente attraverso call center della compagnia assicurativa.

Chiaramente l’eventuale presenza e immediata individuazione di testimoni è un valore aggiunto, che si rivelerà prezioso nel caso di processo.

Questi infatti devono comparire proprio dal momento della denuncia dell’incidente, che è proprio il primo documento presentato alla propria compagnia assicurativa da parte del danneggiato. Ricordiamo che è la cosiddetta norma del risarcimento diretto a stabilire che la denuncia va inviata alla propria compagnia, perché questo (almeno in teoria) dovrebbe servire a velocizzare il procedimento. Chiaramente, perché l’iter sia quello standard, ricordiamo che servono anche le seguenti condizioni:

  • veicoli correttamente identificati e immatricolati in Italia, con polizza RC Auto in corso di validità;
  • eventuali lesioni di tipo lieve, ovvero non oltre la soglia del 9% di invalidità permanente (altrimenti scatterà il “risarcimento ordinario”, con obbligo di denuncia alla Compagnia assicurativa della controparte).

Quali sono i tempi per il risarcimento di un sinistro

Come abbiamo già detto in altri articoli su questo sito, in caso di denuncia correttamente inviata alla propria compagnia assicurativa, questa è tenuta a fornire una risposta con offerta al danneggiato entro 60 giorni.

Attenzione: questo tempo diventa di soli 30 giorni in presenza di modulo blu controfirmato anche dal guidatore della controparte.

I tempi invece si allungano fino a 90 giorni nel caso di contingenti danni anche alle persone.

C’è un rischio prescrizione del diritto al risarcimento?

Quando una denuncia di sinistro viene regolarmente inviata nei 3 giorni lavorativi successivi all’incidente, la pratica passa nelle mani della compagnia assicurativa. Ma può succedere che questa non invii alcuna risposta entro i tempi indicati in precedenza.

In tal caso, sarà importante, entro un arco massimo di due anni senza aver ricevuto alcuna risposta dalla propria assicurazione, inviare una nuova raccomandata di sollecito.

L’eventuale dimenticanza di questo passaggio farebbe perdere il diritto al risarcimento per sopraggiunti termini di prescrizione.

 
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